27 settembre, San Vincenzo de’ Paoli: La sontuosità e l’amore per i poveri nella dottrina cattolica

di Plinio Corrêa de Oliveira

AMBIENTI, COSTUMI, CIVILTA’

“Catolicismo” Nº 124 – Aprile 1961

La Rivoluzione è capace di deformare agli occhi dei posteri la vera fisionomia morale dei Santi.

C’è stato un tempo in cui si usava l’insulto e le menzogne per farlo. Falsificando direttamente i fatti storici, ha cercato di denigrare questo o quel Santo, di attaccare la Chiesa in questo modo. Ma la vittoriosa controffensiva degli storici cattolici ha demoralizzato questa strategia.

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Poi venne una tattica diversa: quella dell’unilateralità storica. San Vincenzo de’ Paoli ne è stato particolarmente colpito. Così, sottolineando la carità veramente angelica di questo santo ammirevole, ha cercato di nascondere la sua intrepida e inflessibile combattività contro il giansenismo. La combattività del bene è una virtù che la Rivoluzione si sforza particolarmente di impedire ai fedeli di conoscere e praticare. E per questo lo passa sotto silenzio nella vita dei santi. Il successo di questa manovra è evidente. Il numero di coloro che hanno sentito parlare delle lotte di San Vincenzo contro il giansenismo è così piccolo…

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Non è raro al giorno d’oggi trovare nei campi socialisti e in altri campi, persone che vorrebbero una trasformazione egualitaria della Chiesa. Non si tratta di vendere questi o quei tesori per soddisfare le esigenze di emergenza dei poveri in modo eccezionale. Si tratta di cambiare l’aspetto delle funzioni liturgiche e dell’arte sacra, in definitivo. Nessun paramento prezioso, reliquiari di alto valore, edifici sacri lussuosi come i palazzi. Non è così, dicono, con la carità evangelica. È bene riservare tutti i soldi ai poveri.

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Come sappiamo, la povertà in Francia era frequente ai tempi di San Vincenzo. Non solo ha ottenuto e distribuito un’immensa quantità di elemosina, ma ha spinto molti membri della nobiltà e della borghesia a visitare i poveri, aiutandoli non solo con il denaro ma anche con l’assistenza morale.

Però, il Santo usava per il culto splendidi paramenti, veri e propri regali.

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La prima fotografia mostra la ricchissima casula che apparteneva a San Vincenzo de’ Paoli, e che oggi si trova nella Cattedrale di Lione.

Il secondo cliché (incisione di Abraham Bosse – Museo Carnavalet) rappresenta una visita a un povero malato, fatta da persone di categoria, un’usanza che il Santo ha tanto incoraggiato.

Si manifestano così due aspetti armoniosi di quest’anima ammirevole.

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