«Santo del giorno», 1° gennaio 1965

di Plinio Corrêa de Oliveira
Oggi è la festa del Santissimo Nome di Gesù, riguardo alla quale l’Introito della Messa dice: «Davanti al Nome di Gesù, ogni ginocchio si pieghi nel cielo, sulla terra e all’inferno».
Perché celebrare il Santo Nome di Gesù? Naturalmente, tutto ciò che riguarda Nostro Signore Gesù Cristo merita il nostro omaggio, la nostra venerazione e, di conseguenza, una festa.
Ma perché questa particolare insistenza sul Nome di Gesù? Perché i grandi santi della Chiesa scacciavano i demoni con il Nome di Gesù? Cosa significa il nome in questo caso? Non diciamo forse anche «nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo»? Quando facciamo qualcosa di molto importante, ad esempio all’inizio della messa, il sacerdote fa il segno della croce; durante la lettura di un testamento, diciamo: «Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io, Tal dei Tali, faccio la mia volontà…».
Secondo l’ordine profondo delle cose, troncato dal peccato originale, il linguaggio umano poteva esprimere adeguatamente le cose, dando loro un nome appropriato. E quel nome era una parola che definiva il più intimo, il più sostanziale, il più caratteristico, il più intimo dell’essere a cui il nome si applicava.
Così, come ci dice la Genesi, quando gli animali passarono davanti ad Adamo, egli diede un nome a ciascuno di essi. E dare un nome significava dare una definizione affinché, attraverso una parola, esprimesse adeguatamente – attraverso una relazione naturale tra la parola e la cosa, e non solo una relazione convenzionale – l’essere a cui il nome era dato.
Così, per esempio, se prendiamo l’aquila… Noi chiamiamo l’aquila «aquila», ma non c’è una relazione necessaria tra la parola «aquila» e il contenuto dell’aquila, ciò che è proprio dell’aquila. È qualcosa di convenzionale. Ma non nel linguaggio usato da Adamo. Tra la parola aquila, i suoni, la musica della parola aquila, la struttura della parola e la realtà dell’aquila, c’era una relazione vera e profonda.
Così, il Santo Nome di Gesù è, in modo misterioso, la definizione stessa di ciò che c’è di più definitivo nella Persona adorabile di Nostro Signore Gesù Cristo, di ciò che c’è di più capace di menzionare ciò che Egli è.
In questo senso, il nome è un’immagine della persona, è un simbolo della persona, e il nome di Gesù – di cui, tra l’altro, il Vangelo parla molto a lungo – è un simbolo di Gesù, e un simbolo molto sacro che, in quanto simbolo, ha il potere di attirare su di noi tutte le grazie e di incutere terrore ai demoni. E il Nome di Gesù si riassume in queste tre iniziali – IHS, Gesù Salvatore degli uomini – che sono scritte sui documenti, su alcuni fogli e sulla Croce. La Croce e il Nome di Gesù sono i due simboli perfetti.
* La Controrivoluzione è la vittoria del Nome di Gesù.
Questo ha qualcosa di particolare a che vedere con noi? Certo che sì. Il Nome di Gesù, essendo la parola che indica la sua gloria, è la manifestazione della sua gloria. E noi vogliamo la glorificazione del Nome di Gesù, vogliamo la glorificazione del Nome di Maria. Uno degli stendardi che saranno lanciati all’alba del Regno di Maria sarà sicuramente uno stendardo gloriosamente dipinto con il Nome di Gesù, e un altro gloriosamente dipinto con il Nome di Maria.
Parlando del nome, cosa vuole la Chiesa quando glorifica il nome di Gesù? Vuole che Gesù sia onorato, che il nome di Gesù sia al di sopra di tutte le cose e che tutto gli sia sottomesso; vuole un ordine sacro, vuole un ordine fondato sull’unica vera fede, che è la fede cattolica, apostolica e romana; vuole un ordine che non abbia nulla di laico, che non abbia nulla di rivoluzionario né di egualitario, e la festa del Nome di Gesù è una delle tante feste della sacralità, della gerarchia e della civiltà cristiana.
Questi sono i pensieri che devono animarci in occasione di questa festa, e ciò che dobbiamo chiedere è che il Nome di Gesù sia circondato da tutta la gloria. Vale a dire: che Gesù sia conosciuto, che sia adorato, che sia venerato da tutti gli uomini e che siano venerate le cose che gli sono conformi.
Che la rivoluzione gnostica ed egualitaria sia schiacciata e che la Contro-Rivoluzione trionfi, perché la Contro-Rivoluzione è la vittoria stessa del Nome di Gesù.
Nota: Testo senza revisione dell’autore.