La cornice iniziale del risorgimento controrivoluzionario

In questo articolo, pubblicato su Catolicismo (n° 86, febbraio 1958), il celebre pensatore e leader cattolico brasiliano, Plinio Corrêa de Oliveira, analizza la missione di Maria Santissima, a partire dalle grandi apparizioni ed eventi mariani del secolo XIX e XX, nella restaurazione della civiltà cristiana e nella sconfitta della Rivoluzione (nell’accezione dello stesso autore nel suo capolavoro Rivoluzione e Contro-rivoluzione – Ed. Luci sull’Est, 1998). I neretti sono di questo sito.

 

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Il prossimo 11 febbraio ricorre il centesimo anniversario della prima apparizione della Madonna a Lourdes.

Il fatto, considerato nella semplicità delle sue linee essenziali, non lo ignora nessuno. Inoltre nel 1854 con la Bolla Ineffabilis, il grande Papa Pio IX definiva come dogma l’Immacolata Concezione della Madonna. A Lourdes, nel 1858, dall’11 febbraio al 16 luglio, la Vergine appariva diciotto volte a una figlia del popolo, Bernadette Soubirous, dichiarando di essere l’Immacolata Concezione. Da quel momento ebbero inizio i miracoli. E la grande meraviglia di Lourdes cominciò a splendere dinanzi agli occhi di tutto il mondo, sino ai nostri giorni. Il miracolo che conferma il dogma: ecco in sintesi la relazione tra l’avvenimento del 1854 e quello del 1858.

Secolo XIX: problemi analoghi a quelli odierni

Tuttavia, quel che il grande pubblico conosce meno è il rapporto esistente tra questi due grandi avvenimenti con i problemi della metà del secolo XIX, tanto diversi da quelli di oggi ma nello stesso tempo loro così somiglianti.

Nel definire il dogma dell’Immacolata Concezione, il Papa Pio IX destò in tutto l’orbe civile ripercussioni ad un tempo contrastanti e profonde.

Da un lato, in tanta parte dei fedeli, la definizione del dogma suscitò un immenso entusiasmo. Vedere un Vicario di Gesù Cristo che si ergeva in tutta la pienezza e maestà del suo potere per proclamare un dogma in pieno secolo XIX, equivaleva ad assistere a una sfida ammirevolmente sprezzante e ardita contro lo scetticismo dilagante e che già da allora corrodeva fin dalle fondamenta la civiltà occidentale.

Il liberalismo, piaga del secolo XIX

Bisogna poi aggiungere che quel dogma era mariano. Ora il liberalismo, un’altra piaga del secolo XIX, tende per sua natura all’interconfessionalismo, ad affermare tutto quanto le diverse religioni hanno in comune (il che in ultima analisi si riduce a un vago deismo), e a sminuire, se non a rifiutare formalmente, tutto ciò che le separa. Quindi, la proclamazione di un nuovo dogma mariano – precisamente come è avvenuto in certi ambienti con la recente definizione del dogma dell’Assunzione – si presentava agli interconfessionalisti occulti o palesi del 1854 come una seria e inattesa barriera alla realizzazione dei loro disegni.

Il dogma dell’Immacolata Concezione urtava profondamente lo spirito ugualitario della Rivoluzione

Ancor più, il nuovo dogma di suo urtava in profondità lo spirito essenzialmente ugualitario della Rivoluzione che, a partire dal 1789, imperversava dispoticamente in Occidente. Quindi, vedere una semplice creatura innalzata in quel modo al di sopra di tutte le altre, per un privilegio inestimabile, concessole al primo istante della sua esistenza, era qualcosa che non poteva e non può non dispiacere ai figli della Rivoluzione, che proclamavano l’uguaglianza assoluta tra gli uomini come il principio di ogni ordine, di ogni giustizia e di ogni bene. Ai non-cattolici, come pure ai cattolici più o meno contagiati dallo spirito del 1789, doleva di accettare che Dio avesse stabilito con tanto risalto, nel Creato, un elemento di una così marcata disuguaglianza.

Infine, la natura stessa del privilegio è invisa agli spiriti liberali. Se qualcuno ammette il peccato originale, con tutta la sequela di sregolatezze dell’anima e di miserie del corpo che esso cagionò, dovrà accettare che l’uomo ha bisogno di un’autorità, al cui imperio è tenuto a sottomettersi. Ora, la definizione dell’Immacolata Concezione comportava una riaffermazione implicita dell’insegnamento della Chiesa al riguardo.

La Vergine Immacolata schiacciò la testa del serpente

Tuttavia, per quanto tutto ciò sia significativo, non consisteva solo in questo quanto oseremmo chiamare il sale del glorioso evento della definizione dogmatica. Infatti, è impossibile pensare alla Vergine Immacolata senza nello stesso tempo ricordare il serpente il cui capo Ella schiacciò sotto il calcagno in modo trionfale e definitivo. Lo spirito rivoluzionario è lo spirito proprio del demonio, e sarebbe impossibile, a una persona di fede, non riconoscere la parte che spetta al demonio nella nascita e diffusione degli errori della Rivoluzione, dalla catastrofe religiosa del secolo XVI alla catastrofe politica del secolo XVIII e a tutto quanto ne seguì. Di conseguenza, vedere proclamato in quel modo il trionfo della sua massima, definitiva, inflessibile nemica era, per il potere delle tenebre, la più orribile umiliazione. Donde un frastuono di voci umane e di ruggiti satanici in tutto il mondo, simili a un’immensa e fragorosa tempesta. Al vedere che contro quella tempesta di passioni inconfessabili, di odî minacciosi, di invettive furibonde, si ergeva sola e intrepida la maestosa figura del Vicario di Cristo, priva di tutte le risorse terrene e fidente soltanto nell’ausilio del Cielo, era una fonte, per i veri cattolici, di un giubilo uguale a quello che provarono gli Apostoli nel vedere ergersi, nella tempesta scatenata sul Lago di Genezaret, la figura divinamente virile del Salvatore per dare ordini imperiosi ai venti e al mare: Venti et mare obœdiunt ei (Mt. 8,27).

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Papa Pio IX proclama il dogma dell’Immacolata Concezione

Inizio del crollo della Rivoluzione

Così come dagli Unni si lasciarono sconfiggere o mettere in fuga tutti i generali e governatori dell’Impero Romano, così pure di fronte alla Rivoluzione un numero incalcolabile di coloro che nella società temporale avrebbero dovuto difendere la Chiesa e la Civiltà cristiana, si trovavano nella deplorevole situazione di sconfitti o sbaragliati.

In quella situazione di alta e grandiosa drammaticità, Pio IX, come San Leone Magno, era da solo ad affrontare l’avversario e ad imporgli la ritirata.

Ritirarsi? La proposta sembra sfrontata. Eppure, nulla di più vero. Infatti, a partire dal 1854, la Rivoluzione incominciò a subire le sue grandi sconfitte. È certo che, nelle apparenze come nella realtà, essa continuò a sviluppare il proprio impero sulla terra. L’ugualitarismo, la sensualità, lo scetticismo hanno riportato via delle vittorie sempre più ampie e radicali. Sorgeva però qualcosa di nuovo. E questa cosa modesta, sotto tono, dall’aspetto insignificante, a sua volta sta crescendo inesorabilmente e è destinata infine a uccidere la Rivoluzione.

La Chiesa è il centro della Storia

Per capire bene questo punto fondamentale, è necessario tenere presente il ruolo della Chiesa nella Storia e quello della devozione alla Madonna nella Chiesa.

La Chiesa è, nei piani di Dio, il centro della Storia. È la Sposa Mistica di Cristo, che Egli ama con un amore unico e perfetto, e alla quale volle sottomettere ogni creatura. È chiaro che lo Sposo non abbandona mai la Sposa, e che è sommamente sollecito della sua gloria. Quindi, nella misura in cui il suo elemento umano si mantiene fedele a Nostro Signore Gesù Cristo, la Chiesa non ha nulla da temere. Persino le maggiori persecuzioni serviranno alla sua gloria. E le più insigni onorificenze e i momenti di maggiore prosperità non affievoliranno nel popolo fedele il senso del dovere e l’amore alla Croce. Questo sul piano spirituale.

D’altro canto, sul piano temporale, se gli uomini apriranno la loro anima all’influenza della Chiesa, gli sarà schiusa la via a tutte le prosperità e grandezze. Se invece defezioneranno, si esporranno a tutte le catastrofi ed abominazioni. Per un popolo che arriva ad appartenere al grembo della Chiesa, vi è un solo ordine normale, cioè la civiltà cristiana. E questa civiltà cristiana, superiore a tutte le altre, ha come principio vitale la religione cattolica.

Le condizioni per una Chiesa fiorente

A sua volta, sono tre le condizioni per una Chiesa fiorente, tanto essenziali da superare tutte le altre. Ne ho già parlato molto, ma non sarà mai sufficiente insistere.

Anzitutto, vi è la devozione eucaristica. Nostro Signore presente nel Santissimo Sacramento è il sole della Chiesa. Da Lui ci vengono tutte le grazie. Ma queste devono passare attraverso Maria, poiché Ella è la Mediatrice Universale, per mezzo della Quale andiamo da Gesù, e per la Quale Gesù viene a noi. La devozione mariana intensa, luminosa, filiale è, quindi, la seconda condizione per la fioritura della virtù. Se Nostro Signore nel Santissimo Sacramento è presente, ma non ci parla, la sua voce arriva a mediante il Sommo Pontefice. Di conseguenza, la docilità al Successore di San Pietro è il frutto proprio e logico della devozione alla Sacra Eucaristia e alla Madonna.

Dunque, quando queste tre devozioni fioriscono, prima o poi la Chiesa trionfa. E, a contrario sensu, quando esse sono in declino, prima o poi la civiltà cristiana decade.

L’Immacolata Concezione

Da molto tempo, gli ambienti cattolici d’Europa e d’America venivano corrosi da una vera lebbra, il giansenismo, che mirava precisamente ad indebolire la Chiesa, minando la devozione al Santissimo Sacramento sotto le apparenze di un falso rispetto. Questa eresia esigeva tali disposizioni perché qualcuno si avvicinasse alla Sacra Mensa, che la gente, purtroppo in gran numero a causa della sua influenza, smetteva quasi del tutto di fare la comunione. Su un altro fronte, il giansenismo si faceva promotore di una campagna insistente contro la devozione alla Madonna, che accusava di allontanare da Gesù Cristo, invece di condurre a Lui. Infine, questa eresia muoveva una lotta incessante contro il Papato, e specialmente contro l’infallibilità del Sommo Pontefice.

Dunque, la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione fu la prima delle grandi sconfitte subite dal nemico interno. Infatti, nacque da qui un immenso fiume di devozione mariana, che venne ingrossandosi sempre di più. Per provare che tutto ci viene per mezzo di Maria, la Provvidenza volle che fosse mariano il primo grande trionfo.

Lourdes, una strepitosa conferma del dogma

Tuttavia, per glorificare ulteriormente sua Madre, Nostro Signor fece di più. A Lourdes, a strepitosa conferma del dogma, fece quel che mai si era visto prima: impiantò nel mondo il miracolo, come prodotto in serie e su base permanente. Fino ad allora, il miracolo era capitato nella Chiesa sporadicamente. A Lourdes, però, le guarigioni sempre più scientificamente sanzionate e di origine autenticamente soprannaturale si succedono, da cento anni, quasi a getto continuo, a fronte di un secolo confuso e smarrito.

L’infallibilità papale

Da questo braciere di fede, acceso con la definizione dell’Immacolata Concezione, si sviluppò, come una fiammata, un immenso anelito. I migliori, i più dotti, i più qualificati membri della Chiesa desideravano la proclamazione del dogma dell’infallibilità papale. Più di tutti, lo voleva il grande Pio IX. E la definizione di questo dogma fu per il mondo come una sorgente di devozione al Papa, il che significò per l’empietà una nuova sconfitta.

La Sacra Eucaristia

Infine, venne il pontificato di San Pio X, e con esso l’invito alla comunione frequente e persino quotidiana, nonché alla comunione per i bambini. L’era dei grandi trionfi eucaristici incominciò a splendere radiosa, per tutta la Chiesa.

Di conseguenza, l’atmosfera giansenista fu spazzata via dall’interno degli ambienti cattolici. L’epidemia modernista e, più tardi, quella neomodernista non riuscirono ad annullare le grandi vittorie che la Chiesa aveva riportato contro i suoi avversari interni.

Il nemico, più forte che mai

Ma, ci si potrebbe domandare, che risultato ne derivò per la lotta della Chiesa contro i suoi avversari esterni? Non si direbbe che il nemico è più forte che mai, e che ci avviciniamo a quell’era, da tanti secoli sognata dagli illuministi, di un naturalismo scientifico crudo e integrale, dominato dalla tecnica materialista; di una repubblica universale ferocemente ugualitaria, di ispirazione più o meno filantropica e umanitaria, dal cui ambiente viene eliminato ogni residuo di religione soprannaturale? Non si tratta forse di comunismo, non è forse verso questo pericolo che slitta la società occidentale stessa, apparentemente anticomunista, ma che in fondo anch’essa si avvia alla realizzazione di questo ideale?

Il mondo intero geme nelle tenebre e nel dolore

È proprio così. Questo pericolo incombe persino più di quanto immaginiamo. Ma nessuno prende in considerazione un fatto di importanza primaria. Ed è che il mondo, mentre si dispone ad essere plasmato secondo questo nefasto disegno, cade sempre più preda di un profondo, immenso, indescrivibile disagio. È un malessere molte volte inconscio, che si presenta vago e indefinito persino quando se ne è consapevoli, ma che nessuno oserebbe contestare. Si direbbe che l’intera umanità sta subendo violenza, come se venisse sospinta in uno stampo inadeguato alla sua misura, e che tutte le sue fibre sane si deformano e resistono. Vi è un’immensa brama di qualcos’altro, che ancora non si sa cos’è. Come sia, c’è un fatto nuovo da quando ebbe inizio, nel secolo XV, il declino della civiltà cristiana: il mondo intero geme nelle tenebre e nel dolore, precisamente come il figlio prodigo quando giunse agli estremi della vergogna e della miseria, lontano dal focolare paterno. Nel momento stesso in cui l’iniquità sembra trionfare, c’è qualcosa di vano nella sua apparente vittoria.

L’esperienza ci mostra che da un simile malcontento nascono le grandi sorprese della Storia. Man mano che le deformazioni si accentueranno, si acuirà il malessere. Chi mai potrà dire quali magnifici sussulti ne potranno scaturire? Nell’estremo del peccato sta molte volte, per il peccatore, l’ora della misericordia divina…

Quindi, questo sano e promettente malessere è, secondo me, un frutto del risorgimento della tempra cattolica dovuta ai grandi avvenimenti che ho già descritto; un risorgimento che si ripercuote in maniera favorevole su quel che rimane come residuo di vita e di salute in tutte le aree culturali del mondo.

La grande conversione

Fu certamente un grande momento, nella vita del figlio prodigo, quello in cui il suo spirito appannato dal vizio acquisì una nuova lucidità, e la sua volontà un nuovo vigore, nel meditare sulla situazione miserabile in cui era caduto e su tutti gli scellerati errori che l’avevano condotto fuori della casa paterna. Toccato dalla grazia, si trovò più chiaramente che mai dinanzi alla grande alternativa: o pentirsi e ritornare, oppure perseverare nell’errore ed accettare le sue conseguenze sino al più tragico finale. Tutto ciò che di buono un’educazione retta aveva seminato in lui, rinasceva meravigliosamente in quel provvidenziale istante. Mentre, di contro, la tirannia delle cattive abitudini faceva sentire tutto il suo peso, più atroce che mai. Ci fu allora lo scontro interno. Egli scelse il bene. E il resto della storia lo conosciamo dal Vangelo.

Non ci staremo forse avvicinando a quel momento? Tutte le grazie accumulate dall’umanità peccatrice con questa rinascita di devozione alla Sacra Eucaristia, alla Madonna e al Papa non produrranno, precisamente nei momenti tragici di una crisi apocalittica che pare inevitabile, la grande conversione?

La lezione di Lourdes

Il futuro lo conosce solo Dio. Tuttavia, a noi, uomini, è lecito ipotizzarlo secondo le regole della probabilità.

Stiamo vivendo una terribile ora di castighi. Ma questa può essere pure una magnifica ora di misericordia, a condizione di rivolgere lo sguardo a Maria, Stella del Mare, che ci guida in mezzo alle tempeste. Nell’arco di cento anni, mossa dalla compassione verso l’umanità peccatrice, la Madonna ci sta ottenendo i più strepitosi miracoli. Questa compassione si sarà esaurita? Avranno forse fine le misericordie di una Madre, anzi, la migliore delle madri? Chi oserebbe affermarlo? Se qualcuno dubitasse, Lourdes gli servirebbe da ammirevole lezione di fiducia. La Vergine Santissima dovrà soccorrerci.

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Lourdes e Fatima

Dovrà soccorrerci. Un’espressione in parte vera e in parte falsa. Poiché, infatti, Lei ha già cominciato a soccorrerci. La definizione dei dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’infallibilità papale, il rinnovamento della devozione eucaristica hanno il loro seguito nei fasti mariani dei pontificati successivi a San Pio X. La Madonna apparve a Fatima sotto Benedetto XV e precisamente nel giorno in cui Pio XII era consacrato vescovo, il 13 maggio del 1917, ci fu la prima apparizione. Sotto Pio XI, il messaggio di Fatima si diffuse dolcemente, ma decisamente, per tutta la terra. In quella stessa occasione, il 75° anniversario delle apparizioni di Lourdes fu commemorato dal Sommo Pontefice con notevole giubilo, per il tramite del suo legato alle celebrazioni, l’allora Cardinale Pacelli. Il pontificato di Pio XII passò alla storia per la sua definizione del dogma dell’Assunzione e per l’Incoronazione della Madonna come Regina del Mondo. Durante quel pontificato, il Cardinale Masella, tanto caro ai brasiliani, a nome del Papa Pio XII incoronò la statua della Santissima Vergine a Fatima.

Sono luci che, dalla grotta di Massabielle alla Cova da Iria, costituiscono una brillante collana di eventi.

Il Regno del Cuore Immacolato di Maria

Questo articolo si ferma a Fatima. Nelle sue apparizioni la Madonna prospettò perfettamente l’alternativa. O ci convertiamo, oppure si abbatterà un tremendo castigo. Ma, infine, nel mondo sarà instaurato il Regno del Cuore Immacolato. In altri termini, in qualsiasi modo, con maggiori o minori sofferenze per gli uomini, il Cuore di Maria trionferà. Il che vuol dire, insomma, che in sintonia con il Messaggio di Fatima, i giorni del dominio dell’empietà sono contati. La definizione del dogma dell’Immacolata Concezione non ha segnato altro che l’inizio di una serie di eventi destinata a condurci al Regno di Maria.

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