La V Rivoluzione (Plinio Corrêa de Oliveira – a cura di Julio Loredo)

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Come spiegato da Plinio Corrêa de Oliveira, la Rivoluzione è un processo, cioè “un lungo sistema di cause ed effetti che, nati in un dato momento e con grande intensità nelle zone più profonde dell’anima e della cultura dell’uomo occidentale, vanno producendo, dal secolo XV ai nostri giorni, successive convulsioni”. Questo processo avanza “di eccesso in eccesso”: “Ogni tappa della Rivoluzione, se paragonata a quella precedente, è soltanto il compimento o l’esasperazione fino alle estreme conseguenze”.

Nella versione originale di questo libro, pubblicata nel 1959, Plinio Corrêa de Oliveira descriveva con dovizia di dettagli le prime tre Rivoluzioni: quella protestante, quella francese e quella  comunista. E faceva pure un accenno alla prossima tappa, parlando della “generazione del rock and roll”: “Un modo d’essere dello spirito caratterizzato dalla spontaneità delle reazioni primarie, senza il controllo dell’intelligenza e senza la partecipazione effettiva della volontà, dal predominio della fantasia e delle ‘esperienze’ sull’analisi metodica della realtà”.

In realtà, Plinio Corrêa de Oliveira da tempo seguiva con attenzione lo
svolgersi del processo rivoluzionario verso quella che egli poi chiamerà la “IV
Rivoluzione”. Ne sono prova diversi articoli scritti sul settimanale O Legionário negli
anni Trenta e Quaranta, e poi sul mensile Catolicismo. Ne sono prova, in particolare,
i novantasei articoli scritti in Catolicismo dal 1951 al 1958 nella sezione “Ambienti,
Costumi, Civiltà”, in cui il pensatore brasiliano esaminava i cambiamenti culturali in
atto, attraverso l’analisi delle nuove mode, dei nuovi stili architettonici, dei nuovi tipi
umani e via dicendo.
In vista della terza edizione italiana di «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione»
(1976), gli amici di Alleanza Cattolica chiesero all’autore se allora, sui temi trattati
dal saggio, vi fosse da dire qualcosa di più. Plinio Corrêa de Oliveira decise allora di
scrivere una Parte III, intitolata Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: Vent’anni dopo.
Dopo aver analizzato la crisi della III Rivoluzione, il comunismo, l’autore
dedica un intero capitolo all’analisi della tappa successiva, vale a dire la IV
Rivoluzione, identificata col crollo di tutte le strutture non solo sociali a politiche ma, soprattutto, interiori dell’uomo. Distrutto l’ordine esterno, e anche quello interno,
l’uomo diventa preda del “totemismo metapsichico e parapsicologico”, vale a dire della magia. 1

Ed ecco che, dalle profondità della magia, inizia a sentirsi sempre più chiara la
voce dello stesso padre della Rivoluzione: il demonio. Scrive Plinio Corrêa de
Oliveira: “Omnes dii gentium deaemonia, dice la Scrittura. In questa prospettiva
strutturalista, in cui la magia è presentata come una forma di conoscenza, fino a che
punto è dato al cattolico d’intravedere le folgorazioni ingannevoli, il canto a un
tempo sinistro e attraente, languido e delirante, ateo e feticisticamente credulo con
cui, dal fondo degli abissi in cui giace eternamente, il principe delle tenebre attira gli
uomini che hanno negato la Chiesa di Cristo?”. Sarebbe una V Rivoluzione.
Plinio Corrêa de Oliveira non arrivò a trattare ex professo della V Rivoluzione
in un libro o un saggio. Egli la commentò, tuttavia, in centinaia di conferenze e
interventi in commissioni di studio. In seguito, i suoi discepoli hanno fatto una
raccolta di questi commenti, dalla quale trago alcune considerazioni.

1. Una Rivoluzione mistica

“Possiamo chiamare la V Rivoluzione di mistica. Essa comporta la totale
scomparsa del lumen gratiae sulla terra e la conseguente apparizione delle tenebre
infernali sostituendosi a quel lumen, e sollecitando imperiosamente l’uomo ad
adorare il demonio, che così entrerebbe nel convivio umano”.
“Dall’inizio, il processo rivoluzionario ebbe come fine ultimo preparare la
venuta del demonio in forma sensibile. La meta ultima della Rivoluzione è lo
stabilimento del regno del demonio, cioè di un ordine di cose religioso e temporale in
cui gli uomini adorino il demonio come il loro Dio”.
“Mentre la I, II e II Rivoluzioni si sono succedute in ordine cronologico, la III,
IV e V tendono a sovrapporsi. Noi adesso siamo in piena IV Rivoluzione, ma
abbiamo ancora residui della II e della III. Il regno del demonio comincerà a
propagarsi nella IV Rivoluzione. È quindi naturale che noi iniziamo a prestare
attenzione ai primi segni di questa Rivoluzione”.

1 Il passaggio dalla III alla IV Rivoluzione fu studiato in profondità in un’opera ispirata e revisionata da Plinio Corrêa de
Oliveira: Sociedad Española de Defensa de la Tradicióm Familia y Propiedad, España anestesiada sin percibirlo,
amordazada sin quererlo, extraviada sin saberlo. La obra del PSOE, Editorial Fernando II El Santo, Madrid 1988. Si
veda anche Plinio Corrêa de Oliveira, Tribalismo indigeno, ideale comunista-missionario per il Brasile del secolo XXI,
Artpress, San Paolo 1977.

2. Una crescente infestazione diabolica
Una caratteristica della V Rivoluzione è che, mentre in quelle precedenti
l’azione del demonio era indiretta e celata, adesso diventa palese. “Credo che da
tempo assistiamo a un’azione preternaturale diversa da quella tradizionale. È come se
un fluido stesse impregnando tutti con una carica preternaturale sempre più
accentuata. Questa azione preternaturale sta penetrando sempre di più negli spiriti
quasi per osmosi. Molti fenomeni nell’opinione pubblica di oggi non si spiegano
senza una fortissima azione preternaturale. In cosa si differenza questa azione da
quella tradizionale? L’azione preternaturale tradizionale si esercitava sull’individuo,
preparandolo e incitandolo al peccato. Oggi, invece, vediamo una sorta di
impregnazione di tutto lo spirito con questa sorte di fluido, una sorta di possessione
progressiva”.
L’azione diabolica si esercita, per esempio, sugli istinti. “Il demonio non ha
potere sugli istinti dell’uomo. Ma c’è una sorta di sorgente degli istinti dove il
demonio può esercitare un’azione per storcerli, inclinandoli verso il basso. Vedo che
il demonio ha un potere sempre crescente di corrompere gli istinti. Mentre aizza
alcuni istinti cattivi, portandoli al parossismo, blocca e smobilita quelli buoni,
attuando in pratica una separazione fra l’intelligenza e gli istinti”.
In innumerevoli riunioni, il pensatore brasiliano analizzò manifestazioni di
questo fenomeno. Per esempio nell’inspiegabile dicotomia nel modo di considerare
gli animali e i bambini nascituri. Mentre la protezione degli animali suscita
un’appassionata risposta, una simile protezione dei bambini nascituri provoca
indifferenza e apatia. “È come se una nebbia si fosse impadronita degli spiriti che, in
pratica, seziona il rapporto fra intelligenza e gli istinti”.

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