Santa Francesca Romana (9/3) e sue visioni dell’Inferno

di Plinio Corrêa de Oliveira

Santo del Giorno, 8 marzo 1969 (*)

 

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Santa Francesca Romana (1384-1440) è famosa per le sue visioni dell’Inferno. La santa descrive Lucifero come il più brillante dei Serafini; per questa ragione il suo peccato fu molto grave. Come sappiamo, i Serafini sono il più alto tra i nove cori degli Angeli. Lucifero pertanto era il più alto in grado fra gli angeli che si ribellarono, e per questo fu gettato nella parte più profonda dell’Inferno. Ci furono angeli che scelsero di seguire Lucifero con speciale malizia e di loro iniziativa. Furono gettati all’Inferno e sono tormentati da lui perché egli è più potente di loro, e – ci dice Santa Francesca Romana – la Divina Giustizia ha delegato a Lucifero il compito di punire per tutta l’eternità coloro che egli un giorno convinse a seguirlo nella ribellione.

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Affresco raffigurando la visione dell’inferno (Antoniazzo Romano, 1468, Monastero delle Oblate di S. Francesca Romana – Roma)

Santa Francesca ci dice anche che i demoni principali che obbediscono a Lucifero sono tre: Asmodeo, che rappresenta il vizio della carne; Mammona, che è al vertice del vizio dell’avarizia; e Belzebù, capo di tutte le idolatrie e attività oscure. Vediamo qui come i due principali angeli ribelli – Lucifero e Asmodeo – sono rispettivamente i demoni dell’orgoglio e della sensualità.

Secondo la concezione contro-rivoluzionaria della storia l’orgoglio e la sensualità sono i due motori della Rivoluzione. In un certo senso le rivelazioni di Santa Francesca Romana lo confermano. Certo, questi demoni sono all’Inferno e solo raramente Dio permette loro di varcare l’abisso e venire a punire l’umanità.

Ma ho l’impressione che nel nostro tempo l’Inferno si sia aperto e questi due diavoli, i peggiori di tutti, siano venuti sulla Terra con il compito speciale di distruggere la Chiesa, così come Santa Francesca ci dice che a suo tempo vennero sulle Terra per fare uccidere Nostro Signore Gesù Cristo. Naturalmente io so bene che la Chiesa è immortale, ma questo non impedisce ai demoni di cercare di distruggerla.

Ci sono poi – riferisce la santa – gli altri angeli caduti. Nella prima battaglia essi cercarono di non scegliere fra Dio e Lucifero. Non si ribellarono apertamente contro Dio ma non sostennero neppure chiaramente la Sua causa. Non appoggiarono apertamente neppure Lucifero. Cercarono di rimanere in una posizione intermedia e neutrale, il che considerato in modo più profondo mostra che avevano una certa simpatia per Lucifero. Per questo Dio li condannò. Ma la Giustizia Divina inflisse loro un castigo meno terribile di quello dei partigiani espliciti di Lucifero. Invece di essere precipitati nell’Inferno, restano nell’aria sulla Terra. Ma dopo il Giudizio Universale andranno all’Inferno per tutta l’eternità. Secondo Santa Francesca sfuggono alle sofferenze dell’Inferno solo per il periodo fra la prima battaglia e il Giudizio Universale. Questi angeli “neutrali” si dividono, afferma la santa, in due tipi. Il primo vive nell’aria e produce gli sconvolgimenti climatici e naturali che spaventano gli uomini sulla Terra e possono indurli a peccare. Il secondo tipo appartiene allo stesso coro dei nostri Angeli Custodi. Fanno normalmente il contrario degli Angeli Custodi: anziché proteggerci, cercano di indurci a peccare. Lottano quindi continuamente con gli Angeli Custodi.

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Sette demoni apparvero un giorno a Santa Francesca in forma di pecorelle, lodando le sue virtù: cominciando essa a beffeggiarli, si trasformarono in lupi che cercavano di divorarla (affresco di autore ignoto, ma del 1485. Monastero delle Oblate di S. Francesca Romana)

Da queste rivelazioni di Santa Francesca Romana possiamo trarre un’importante meditazione. Quanto è piccolo l’uomo! Quanto siamo minuscoli paragonati alla natura degli angeli! Questa santa non ha visto solo demoni. Vedeva spesso anche il suo Angelo Custode, cioè un angelo di grado relativamente basso nella gerarchia celeste. Ebbene, nonostante questo, la prima volta che vide il suo Angelo Custode Santa Francesca Romana fu così colpita dalla sua grandezza che lo scambiò per Dio stesso. Si gettò a terra per adorarlo, L’angelo la fermò e le spiegò chi era. Questo mostra lo splendore di un semplice angelo custode. Quanto più grande è lo splendore di un arcangelo, di un cherubino, di un serafino! E quanto piccoli siamo noi rispetto alla battaglia fra gli angeli che è sempre in corso intorno a noi, ovunque e in ogni tempo! Ci sono sempre angeli che scendono dal Cielo con questa o quella missione. Ci sono sempre demoni che salgono dall’Inferno per provocare grandi danni. Ci sono demoni che infestano l’aria, demoni che lavorano fra gli uomini. E noi siamo davvero molto piccoli se ci paragoniamo alle dimensioni di questa lotta.

Qual è la nostra difesa contro le macchinazioni e la malvagità di questi demoni? Dobbiamo ascoltare il Signore: “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione”. “Vegliare”, per cominciare, significa credere che gli angeli e i demoni esistono, hanno potere e agiscono nel mondo. Un vescovo una volta mi spiegò una tesi che allora era maggioritaria tra i teologi, cioè, che in ogni tentazione naturale il Diavolo aggiunge la sua azione alla causa naturale, senza mutare la natura della tentazione ma rendendola più intensa. Per esempio immaginiamo che in una riunione qualcuno ci irriti. La piccola tentazione naturale a irritarsi riceve un nuovo impulso dal Diavolo, che cerca di accrescere l’irritazione naturale per indurci al peccato. Il Diavolo agisce sempre contro di noi e l’Angelo Custode sempre ci protegge, che glielo chiediamo o no. Ma dobbiamo chiedere più spesso all’Angelo Custode di proteggerci, imparare a discernere l’azione del Demonio, chiedere anche la protezione della Madonna. Tutto questo è “vegliare e pregare” contro l’azione dei demoni. Sono i temi su cui ci invitano a meditare le visioni di Santa Francesca Romana.

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Cappella del Monastero delle Oblate di Santa Francesca Roma. Chi si trova a Roma nel giorno della sua festa (9 marzo) ha la possibilità di visitare questo luogo dove ha vissuto Santa Francesca: Via del Teatro Marcello, 32 (nelle vicinanze del Campidoglio)

(*) Tradizione a cura del “Circolo Plinio Correa de Oliveira – Sicilia”.

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