TRA IL PASSATO E IL FUTURO – Legionário, n. 329, 1° gennaio 1939 / Previsione della fusione dottrinale tra nazismo e comunismo

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di Plinio Corrêa de Oliveira
L’anno 1938 volge al termine e già oggi appartiene al regno della Storia. È troppo presto per esprimere giudizi definitivi sui drammatici avvenimenti che lo hanno caratterizzato. Tuttavia, se ne possono già tracciare le linee generali, e questa retrospettiva è di evidente utilità per noi che ci prepariamo, pieni di apprensioni e di speranze, a vivere con impegno l’anno 1939.
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All’alba del 1938, l’umanità si distribuiva in quattro grandi posizioni ideologiche: il cattolicesimo, il liberalismo, il comunismo e il nazismo. Evidentemente, tra questi quattro punti cardinali del pensiero contemporaneo, esistevano tendenze intermedie. Ma queste tendenze, oltre che intermedie, erano provvisorie per loro stessa natura. Rappresentavano solo una tappa dell’evoluzione intellettuale verso una di quelle quattro posizioni nette e definitive. E, proprio per questo, svolgevano un ruolo secondario nella mappatura delle ideologie del nostro secolo.
Se, tuttavia, queste posizioni intermedie erano realmente e dottrinalmente secondarie, in apparenza ricoprivano un ruolo preponderante, o almeno molto importante, sul cui valore autentico innumerevoli osservatori si sono lasciati ingannare.
Tra queste posizioni intermedie, viene in primo luogo quella che, erroneamente e persino blasfemamente, si è convenuto chiamare «cristianesimo». Evidentemente, nel senso proprio della parola, il cristianesimo è uno solo: la dottrina predicata da Nostro Signore Gesù Cristo. Noi cattolici sappiamo, per grazia di Dio, che questa dottrina si è conservata integra e completa solo all’interno della Santa Chiesa. E, pertanto, sappiamo con la massima e più assoluta certezza che tutte le dottrine di ispirazione apparentemente cristiana, che si trovano al di fuori della Chiesa, sono in realtà falsificazioni più o meno simili all’originale, a seconda dei casi, ma che in nessun caso sono altro che falsificazioni.
Non è questo, tuttavia, ciò che intendono coloro che non sono cattolici… e purtroppo un numero non esiguo di cattolici, che hanno dimenticato gli insegnamenti della Santa Chiesa di Dio. E in tutti i paesi protestanti, così come in un gran numero di paesi cattolici, prosperò un certo “cristianesimo” superconfessionale, sintesi di principi comuni a tutte le religioni che si dicono cristiane, in nome dei quali si pretendeva di riformare l’umanità. Quanto, nel 1937, in Europa e in America, si sia scritto su questo “cristianesimo” e su una pretesa “civiltà cristiana” non cattolica, da esso derivante, è inutile ricordarlo. Fu una manovra imbrogliata, intenzionale o meno, che preoccupava molto gli animi all’inizio dell’anno scorso.
In mezzo a questa confusione, immensa confusione dottrinale, c’era una duplice realtà psicologica: sotto quel manto elastico, molti spiriti convinti della verità infallibile e integrale, che è nella Chiesa, sono scivolati giù per la rampa, superando i limiti dell’ortodossia e cadendo nel pieno indifferentismo religioso, se non in un anticlericalismo rosso; d’altra parte, certi spiriti, purtroppo in numero molto minore, si sono evoluti all’interno della palude di questa confusione, fino a raggiungere il cattolicesimo completo (il pleonasmo si impone) al quale si sono elevati, ripudiando definitivamente l’ambiguità della loro posizione primitiva.
In questo campo, quindi, la marcia degli spiriti dubbiosi, che emigravano dalle posizioni instabili e transitorie verso quelle radicali e definite, fu una caratteristica che si accentuò nel 1938, al punto che già oggi possiamo discernere il fallimento del movimento che potremmo chiamare pan-cristiano.
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Se ciò è avvenuto per quanto riguarda la prima delle posizioni intellettuali a cui ci riferiamo, cioè il cattolicesimo, lo stesso è avvenuto anche in relazione all’altra posizione, cioè il comunismo.
Se esiste una dottrina dai contorni dottrinali imprecisi, è quella della sinistra. Basta consultare, a tal fine, la nomenclatura dei partiti della sinistra francese, per farsi un’idea chiara del fatto. Radicali, radicali socialisti, socialisti “tout court”, repubblicani estremisti, SFIO ecc., tutto questo, in ultima analisi, finisce per essere sinistra. E l’abisso verso cui convergevano queste molteplici tendenze ideologiche era il comunismo.
In Francia, come ovunque, le sinistre intermedie, socialiste, radicali ecc., si mostrano sempre più comuniste, al punto che mai, in tutta la storia del socialismo, questo ha marciato così rapidamente verso l’estrema sinistra come nel 1938.
Ne abbiamo avuto, pochi giorni fa, una prova lugubre in Cile. Una volta eletto il Presidente di quella Repubblica, un noto agitatore comunista dalla Spagna si è recato lì, tenendo un “meeting” di carattere nettamente sovversivo, alla presenza di 80.000 ascoltatori. E quell’agitatore era ospite d’onore del Governo per assistere all’insediamento del Presidente eletto dal suffragio trionfante di un vero “Front Populaire”.
Lo stesso si è verificato in occasione del grande sciopero francese. Insomma, il 1938, anche nel settore della sinistra, ha segnato un passo da gigante verso la scomparsa delle posizioni intermedie.
E, grazie a Dio, proprio per questo, nel 1938 furono molto più fragili e meno insistenti le misere manovre volte a stabilire tra comunisti e cattolici una politica stupida, contraddittoria e odiosa di “main tendue”.
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Passiamo dalla sinistra alla destra.
Due fenomeni hanno segnato nel settore della destra lo stesso processo evolutivo che si nota in altri settori. In primo luogo, la radicalizzazione del nazismo; in secondo luogo, la nazificazione del fascismo.
Nonostante tutto, durante tutto il 1938, non sono mancati coloro che hanno cercato di confondere le acque in Germania, insinuando che «il diavolo non è così brutto come lo dipingono»; che le persecuzioni del nazismo non erano così violente né così sistematiche come le agenzie (…) le dipingevano. E che, in sintesi, se la Germania era in crisi religiosa, ciò era dovuto in gran parte non al signor Hitler, ma agli stessi cattolici. Se questi, invece di reagire, avessero tenuto la condotta docile e cordiale di pecorelle bianche, se avessero belato dolcemente dopo ogni bestemmia del signor Rosenberg, il Führer – uomo buono e mite – avrebbe provato un formicolio nel suo tenero cuore. E la misericordia, sgorgando dal suo dolcissimo temperamento, avrebbe restituito ai cattolici indifesi e commoventi un posto sopportabile all’interno del Reich tedesco.
Questa politica si spinse così lontano che il Santo Padre, già negli ultimi giorni del 1937, si vide costretto a stigmatizzarla con energia davvero soprannaturale. Ma alcuni veli persistevano ancora in certi occhi. Fu necessario che l’orientamento del Cardinale Initzer, superando la prova del nove, mostrasse con chiarezza meridiana che cos’è il nazismo.
Allo stesso tempo, questo si manifestò sempre più ostile al cattolicesimo. E, con ciò, gli ultimi veli caddero dagli occhi dei benintenzionati. Quanto ai malintenzionati, dovranno forse ancora percorrere la via di Damasco. Non so, tuttavia, se la luce che illuminò Saulo e la caduta che lo scosse, e dalla quale si rialzò già trasformato in Paolo, sarebbero sufficienti per certe persone…
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Mentre, nei circoli nazisti, la coloritura anticattolica diventa sempre più schietta, nei circoli fascisti la coloritura diventa sempre più nazista.
Il “Legionário” ha intrapreso, nel 1938, una lunga e spinosa lotta contro l’influenza della campagna fascista tra noi. Siamo e saremo sempre disposti a gridare “Viva l’Italia”, insieme a tutti coloro che sapranno, prima di ciò, e con l’indispensabile vigore, gridare “Viva il Papa” e “Viva il Brasile”. In questo senso, non cediamo a nessuno il primato dell’italofilia. Ma non vogliamo, proprio perché siamo amici dell’Italia, confonderla con gli errori e le aberrazioni del fascismo.
Il discorso del Santo Padre, che riportiamo in prima pagina, mostra perfettamente fino a che punto abbiamo avuto ragione. Ratificando la nostra linea, questo discorso è il coronamento di tutti i nostri sforzi. Triste coronamento, che preferiremmo non avere, se con questo potessimo capire che le nostre apprensioni riguardo all’Italia non sono legittime, e che quel glorioso e caro Paese non si trova minacciato dalle nuvole che scorgiamo!
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Mentre il socialismo è scivolato a sinistra e il fascismo a destra, mentre il “pancristianesimo” è scivolato verso il basso, mentre alcune rare anime sono volate verso l’alto, che ne è stato del liberalismo?
Si è sciolto come un gelato.
Questo è stato il risultato più evidente delle ultime complicazioni internazionali. Non occorre essere una volpe per vedere che l’Inghilterra e la Francia sono sotto vere e proprie dittature parlamentari mascherate, e che la democrazia oggi vive realmente solo in alcuni luoghi dell’America, dove scivola a vista d’occhio verso sinistra.
Per quanto riguarda la Francia e l’Inghilterra, i loro grandi partiti liberali tendono risolutamente verso il comunismo e il fascismo. (…)
Mentre tutti gli schieramenti si definiscono, si sta compiendo un movimento sempre più netto. È quello della fusione dottrinale tra nazismo e comunismo. A nostro avviso, il 1939 assisterà al compimento di questa fusione. E da questo connubio mostruoso nascerà una corrente che sarà, per i piani di Satana, il “nec plus ultra”.
Ci sbagliamo forse? È possibile. In ogni caso, è lo stesso “Osservatore Romano” che ha segnalato questa marcia del nazismo verso sinistra.
Ciò significa che tutti gli errori stanno scivolando verso lo stesso abisso, e che tutte le forze del secolo si coalizzano.
Contro chi?
In questo mare tempestoso naviga la Nave mistica di San Pietro. Contro di essa si formano misteriosi movimenti d’onda, che degenereranno rapidamente in un’immensa tempesta.
Noi, tuttavia, non temiamo. Senza disdegnare di lanciare uno sguardo vigile alle onde increspate che brulicano di misteriosi mostri, è nelle stelle, tuttavia, che cerchiamo la nostra rotta.

Nota: Traduzione senza revisione dell’autore.

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