Plinio Corrêa de Oliveira
La logica di San Giuseppe
Tradizione,
Famiglia, Proprietà,
Roma, Marzo 2010, Anno 16, n. 1, pag. 35 |
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Il 19 marzo la Chiesa celebra la festa di san
Giuseppe, castissimo sposo della Vergine Maria e Patrono di Santa Romana
Chiesa. Nel porgere ai nostri cari lettori i più férvidi auguri di Santa
Pasqua, ci è gradito offrire una meditazione del prof. Plinio Corrêa de
Oliveira.
L’episodio è molto noto e
ci viene raccontato nel Vangelo di S. Matteo. Quando san Giuseppe scoprì
che sua promessa sposa aveva concepito un figlio del quale egli non era il
padre, fu messo davanti ad una situazione assurda, poiché la Madonna era
evidentemente santa. Egli non poteva assolutamente dubitarne perché la
Sua santità risplendeva in ogni modo possibile. Si era creata, quindi,
una situazione sconvolgente e con la quale egli non poteva convivere. Invece di denunciarla, come
prescriveva la legge ebraica, egli escogitò l'unica soluzione logica:
"Qui c'è uno di troppo. Ma, chi se ne deve andare via non è certo
questa Madre, che è Signora e Regina, né tanto meno il Figlio che Ella
ha concepito. Qualcuno se ne deve andare, e questo sono io. Abbandonerò
la casa e sparirò. Non capisco questo mistero, ma non mi ribellerò
contro di esso. Finirò i miei giorni lontano da qui, venerando questo
mistero che non riesco a penetrare". E decise di abbandonare il
focolare di notte, lasciando Nostra Signora sola col frutto del Suo grembo. Di fronte all'incomprensibile,
san Giuseppe reagì con una logica lineare. Analizzate la sua calma. E
una calma che soltanto gli uomini di logica possono vantare. Egli doveva
abbandonare il maggior tesoro della Terra, cioè Maria Santissima, e
questo gli procurava una sofferenza immensa, inimmaginabile. Ma egli
restava calmo. Il Vangelo racconta che,
mentre dormiva, «ecco un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo:
"Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria,
tua sposa, perché colui che in lei è stato concepito è opera dello
Spirito Santo. Essa darà alla luce un figlio e tu gli porrai nome Gesù,
perché sarà lui che salverà il popolo suo dai suoi peccati"». Non so se ci avete fatto caso
ma, la sera prima del tremendo atto che stava per compiere, san Giuseppe
dormiva beatamente... E anche questo era logico. Egli doveva intraprendere
un lungo viaggio, e perciò doveva prima riposarsi. Piegato dall'immane
sofferenza, egli tuttavia dormiva. L'angelo gli apparve e sciolse il mistero.
Ed egli continuò a dormire tranquillamente. All'alba, egli si alzò e
riprese la vita quotidiana come se niente fosse. Somma normalità, somma
coerenza, somma logica! In onore di san Giuseppe, la cui festa oggi
celebriamo, ecco questo piccolo commento che vuol essere anche un elogio
della logica. |