
Santa Giovanna di Valois, 1464-1505 (di Jean Perréal – anuncjatki, Pubblico dominio, Wikimedia)
di Plinio Corrêa de Oliveira
Domani si celebra la festa di San Giuseppe da Leonessa, confessore, dell’Ordine Minore dei Cappuccini, la cui reliquia è venerata nella nostra cappella. Secolo XVI. È anche la festa di Santa Giovanna di Valois, regina, figlia di Luigi XI, re di Francia. Ella fondò l’Ordine dell’Annunciazione, dopo che il suo matrimonio con Luigi XII fu dichiarato nullo. Secolo XV. E continua, naturalmente, la novena in preparazione alla festa della Madonna di Lourdes.
La biografia di Santa Giovanna di Valois è già stata commentata l’anno scorso e abbiamo spiegato che si trattava di una santa, figlia del re Luigi XI, straordinariamente brutta, deforme. Era gobba, minuta, bassissima, sgraziata, al punto da suscitare orrore nel marito. E in un’epoca in cui la frivolezza cominciava già a emergere, dando origine al culto della bellezza che vediamo ai nostri giorni, ciò costituiva per lei uno stigma di disprezzo. A tal punto che suo marito, il re Luigi XII, non conviveva neppure con lei.
Suo padre provava una tale vergogna per lei, a causa della sua bruttezza, che quasi non la visitava, se non due o tre volte l’anno. Una delle volte in cui lo fece, manifestò il proprio disgusto per l’orrore che ella gli aveva causato. Anche il marito, a quanto pare, non coabitò mai con lei, e questa sarebbe stata la ragione della dichiarazione di nullità del loro matrimonio.
Collocata in questa sorta di disprezzo generale, ella tuttavia diede prova di una virtù che ci riguarda molto da vicino: una sicurezza di sé, una dignità, una compostezza, che significavano – in ultima analisi – questo: la ragione per cui mi disprezzano non è valida per giustificare tale disprezzo. Il valore di una persona non risiede nella bellezza del corpo, ma in quella dell’anima.
Il mio valore, come principessa, consiste nell’essere figlia di re, sposa di re, e non esiste bruttezza che possa privarmi di tale valore. Questo è l’ordine logico e morale delle cose. Gli uomini pensino pure ciò che vogliono e interpretino la situazione come credono: io mi comporterò senza arroganza, ma con piena dignità.
Ella non si mostrò mai mortificata, né umiliata, né insicura di fronte a questa situazione. E non permise mai che qualcuno la trattasse con sufficienza a causa di ciò; e anche quando fu pronunciata, nel modo più solenne, l’annullamento del suo matrimonio, continuò a portare con pace, con calma e con fierezza la dignità della condizione in cui si trovava.
Sposa ripudiata, ricevette un grande feudo, che governò; fondò un ordine religioso: quello dell’Annunciazione. Diede dunque un grande significato alla propria vita, come espressione esterna di un significato più profondo, che era la ricerca della santità. E raggiunse con ciò una virtù così eroica che la Chiesa l’ha elevata, alcuni anni fa, all’onore degli altari.
Ho avuto la felicità di assistere alla sua canonizzazione, in Vaticano, nella Basilica di San Pietro.
Quali applicazioni possiamo trarne per noi?
Ci calunnino come vogliono; ci perseguitino come vogliono; ci calpestino come desiderano; noi siamo certi della nostra innocenza, siamo certi delle buone ragioni con cui ci difendiamo, perché ci basiamo sulla dottrina cattolica. E un uomo che sa che i suoi atti sono conformi ai principi della dottrina cattolica non ha nulla da temere, non ha nulla di cui vergognarsi: egli si presenta fiero davanti a tutti.
E di fronte alla Rivoluzione, arrogante e oltraggiosa com’è, la nostra posizione deve andare persino oltre quella di Santa Giovanna di Valois, che non combatteva la Rivoluzione, ma soltanto le manifestazioni di disprezzo personale. Così, laddove i rivoluzionari alzano la testa, noi la alziamo quindici volte di più. È in questo modo che dobbiamo portare avanti la campagna che si muove contro di noi: ovvero con questa tranquillità interiore. Gli argomenti dimostrano che io sono dalla parte della dottrina cattolica. La mia coscienza mi dimostra che i miei atti sono conformi a tale dottrina.
Pertanto, agli occhi di Dio e dei Suoi Angeli, posso presentarmi in pace, con gioia, certo di non essere respinto da loro. Non mi importa che questa banda la pensi diversamente. Io ho fede e so di agire secondo la vera morale insegnata dalla vera Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana.
Gli altri si arrangino come vogliono, come sanno e come possono, perché io non arretrerò di un solo centimetro in assolutamente nulla!
Questo è l’insegnamento della fermezza fondata sulle vere ragioni della dignità umana che Santa Giovanna di Valois ci trasmette.
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Fonte: pliniocorreadeoliveira.info, Santo do Dia, 3 de fevereiro de 1965. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
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